martedì 18 dicembre 2012

Vita da pirata



Non ho mai sopportato l’odore di legno bagnato, forse è per questo che mi avevano sconsigliato di andare per mare. Ma il mio desiderio di diventare pirata era troppo forte, probabilmente perché sono sempre stato preso in giro tutti mi hanno sempre deriso compreso mio padre, ricordo ancora il giorno di tanti anni fa in cui gli ho detto tutto e lui di risposta mi cacciò di dicendomi:-non hai combinato nulla nella vita e non combinerai mai niente, vuoi diventare un pirata allora vai ma sappi che qui non potrai mai tornare.-
Li in quel preciso momento compresi quanto fossi stato per lui solo un peso, io ero quello venuto male mio fratello d’altro canto era quello amato da tutti io ero solo quello che non valeva niente, ma guardandola da un certo punto di vista è stato un bene se non era per l’odio che provavo nei confronti degli altri io adesso probabilmente non sarei qui in questo momento, non sarei il capitano di una delle ciurme più temute in tutto il mondo, non sarei il terrore della marina e degli altri pirati. Mi sono guadagnato il rispetto che mi era stato negato ed è finalmente giunto il momento di tornare  a casa tornare da mio padre e da mio fratello voglio vedere se hanno ancora il coraggio di prendermi in giro e dire che non faro mai niente nella mia vita. È da tre giorni che abbiamo fatto vela verso la mia città natale a momenti qualcuno della ciurma dovrebbe scorgere la costa.
 –Capitano!- era il mio Primo Ufficiale.
–Prego entrate, lo sapete che per voi le mie stanze sono sempre aperte.-
-Vi ringrazio mio capitano, volevo solo avvisarvi che siamo arrivati tra qualche momento potrete scendere a terra.-
-Mmmh bene, e cosi finalmente il momento è infine giunto.-
- Volete andarci da solo.-
- è una proposta?-
-Solo se volete si intende.-
-Bene, lasceremo il comando al nostromo, preparatevi mia cara scenderemo presto.-
Ebbene si il mio primo ufficiale è una donna, ma non una donna qualsiasi la più bella e anche la più letale che io abbia mai conosciuto, è la persona su cui io ripongo più fiducia in questo mondo per questo solitamente quando non ci sono affido a lei il comando, se i pirati Black Sword sono a questo livello e sicuramente anche grazie a lei. Ma in questo momento non mi serviva sulla nave ma al mio fianco e lei lo sapeva bene.
Finalmente e ora di scendere, a vedere quel molo mi torna in mente il giorno in cui sono partito, ma c’è una differenza enorme: io quando sono partito vedevo gli altri dietro di me ridere, ora che scendo vedo quelle stesse persone o i figli di quelle persone tremare di paura. Ed eccola la casa della mia infanzia, l’ultima volta che ero stato li ero un bambino impaurito che cercava solo l’affetto dei suoi genitori, invece adesso sono l’uomo nero tornato come un fantasma. Poco dopo aver bussato alla porta vedo la figura di mio padre aprire la porta e spalancare gli occhi alla mia vista.
-Buongiorno padre sono tornato a trovarti a te e a mio fratello, in fondo sono passati cosi tanti anni .-
-A-A-Alexander sei proprio tu?-
-Si sono io tornato, come stai?-
-Avevo sentito che eri capitano di una pericolosa ciurma ma a quanto pare sei tornato a elemosinare qualcosa, si vede che era solo uno che aveva il tuo stesso nome-
Con un veloce gesto la mia compagna tira fuori la spada e gli e la punta alla gola urlando
-Bada come parli pezzente, se ti rivolgi ancora una volta cosi al Capitano ti mozzo la lingua e la do in pasto ai pesci-
-Calmatevi signorina non c’è bisogno di tirare fuori le spade, io credo che il mio caro padre intendeva dire che non si aspettasse una mia visita dopo tutta la strada che avevo fatto. Non è vero?-
-S-s-si, intendevo proprio questo.-
-Comunque tornando alle cose serie dov’è il mio amato fratello, vorrei scambiare due chiacchiere con lui.-
Finita questa frase vendo comparire dietro a mio padre una figura molto ingombrante e in lui riconosco mio fratello, il tempo è stato ingiusto con lui io lo ricordavo come un baldo giovano muscoloso con una lunga chioma biondi che gli cadevano sulle spalle, ma ora è un grassone quasi calvo. Sono cosi attento a vedere i suoi cambiamenti estetici che non noto la spada nelle sue mani finche non mi sfiora il volto, alche impugno la spada per difendermi e mi trovo mio fratello addosso, e mentre sono impegnato nel combattimento sento il rumore di alcuni canno provenire dal molo. Allora con un paio di mosse mando al tappeto mio fratello e girandomi vedo due uomini della marina prendere alle spalle il mio primo ufficiale e portarla via in direzione del molo. Li non controllo più le mie azioni, vedere la mia amata portata via cosi, presa alle spalle da due vigliacchi. Preso dalla rabbia lancio il mio pugnale contro uno dei due assalitori centrandolo in testa e mentre cade in terra privo di vita sparo all’altro liberando cosi  il vice della mia nave. Una volta raggiunta la nave vediamo uno scenario incredibile, non ci posso credere ci avevano teso un agguato la mia ciurma nel mezzo di una battaglia, alla vista di quel sangue che cadeva sul pavimento e a quelle spade che si scontravano a me alla mia metà prudevano le mani cosi ci buttiamo nella mischia ferendo e uccidendo tutti i nemici che ci capitavano. Una volta finito lo scontro vedo comparire una figura famigliare, se non fosse perché lo avevo già visto avrei pensato che fosse mio fratello. Ma la conferma arrivò quando iniziò a parlare.
-Che c’è non riconosci il tuo fratellone?-
-Jonnatan?!? Non può essere, se tu sei qui chi era quello?-
-Dopo che te ne sei andato i nostri cari vecchi genitori hanno avuto un altro figlio, sei stato un figlio ed un fratello pessimo adesso dimostrerò che anche come pirata non vali niente.-
-Fatti avanti codardo è da anni che aspetto questo momento.-
La sua spada a sfiorato varie volte il mio viso finche finalmente non sono riuscito ad atterrarlo puntandogli la mia lama alla gola.
-Credo che siamo arrivati alla fine fratello-
-Finiscimi allora-
Proprio in quel momento ebbi un minuto di titubanza, come potevo io uccidere mio fratello, sangue del mio sangue. Lui non spettava altro e in pochi istanti era di nuovo in piedi davanti a me pronto a riprendere il combattimento. Il duello continua senza uno che trionfa veramente sull’altro finche entrambi sentiamo un urlo e ci giriamo e vediamo nostro padre che corre contro di me brandendo una spade e mentre anche mio fratello si prepara a colpirmi il mio primo ufficiale affondo la lama sul collo di mio padre. Li mio fratello urla.
-Che hai fatto brutta putta…-
Non fa in tempo a finire la frase che la mia spada li trapassa il cuore.
-Puoi insultarmi, puoi minacciarmi, puoi attaccare la mia ciurma, ma non sperare di dire qualcosa a lei e passarla liscia.-
Mentre il corpo senza vita di mio fratello cade a terra io mi incammino verso la mia nave urlando.
-Ciurma non abbiamo più niente da fare qui, salite tutti sulla nave e salpiamo verso la città più vicina stasera voglio festeggiare quindi domani dobbiamo caricare altre provviste e non mi va di fare altri casini qui.

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