domenica 23 dicembre 2012

Vita da Pirata 05 : Strade separate



(In questo racconto, per esigenze di trama, ad un certo punto per qualche riga la storia non sarà vista più dal punto di vista di Alexander ma sarà vista da un membro della ciurma.)

Dopo questa notte i rapporti tra me e il primo ufficiale vanno sempre meglio, anche i membri della ciurma sembrano essersene accorti ma poco me ne importa.
I giorni trascorrono veloci senza un vero nemico con cui combattere solo qualche abbordaggio qua e la. Finché una mattina..
-Quindi secondo lei io non saprei fare il mio lavoro primo ufficiale?-
-Non sto dicendo questo capitano solo che per me non ha senso continuare cosi.-
-Cosa dovrei fare?  Non lo so dovremmo fare un attentato al Re? Dimmi tu.-
-Capitano non c’è bisogno di arrabbiarsi.-
-Io non sono arrabbiato, solo che non capisco cosa tu voglia fare.-
-Io volevo solo..-
-Cosa?-
-Volevo solo fare qualcosa di più complicato di un semplice abbordaggio a un mercantile.-
Intanto tutta la ciurma si era fermata a guardarci visto che le urla si sentivano per tutta la nave.
-Abbiamo visto tutti quanti il potere della marina del Re e degli altri pirati, già l’altra volta stavamo rischiando di non farcela, volete provare di nuovo?-
-Non è questo che intendevo..-
-Sentite se non vi sta bene come comando potete scendere.-
Le parole uscivano da sole dalla mia bocca non mi sarei mai aspettato di dire una cosa del genere, ma la sua risposta, la sua risposta è stato qualcosa di tremendo.
-Va bene, me ne vado.-
È passata una settimana da quando il primo ufficiale se ne andata e noi andiamo alla deriva distruggendo ogni nave che incontriamo, il capitano diventa più violento ogni giorno che passa, ogni nave che incontriamo viene distrutta e l’equipaggio ucciso senza lasciare superstiti. E come se considerasse quello del primo ufficiale un tradimento e lo associa a quello successo quando era piccolo chiudendosi nella violenza.. pure noi abbiamo paura anche se quando non attacchiamo ultimamente e solito a starsene chiuso in cabina.
Questo continua per settimane finche un giorno mentre abbordiamo una nave io la vedo.
-Primo ufficiale come ha potuto andarsene come ha potuto fare questo al capitano senza di lei sta succ.. ma chi è questo e perché vi tenete per mano?-
-…-
-Scappate finche siete in tempo prima che il capitano vi veda.-
-Cosa non devo vedere nostromo? Volete forse tenere una parte di bottino per voi?
-nono capitano non mi permetterei mai.-
-Allora cosa non devo vede.. Jackie.-
-..Alexander.-
Vederla mano nella mano con un altro e stata la peggior ferita che potevano farmi, non avevo mai sofferto cosi tanto.
-E cosi ci si rincontra, come state?
-vado avanti, lei capit..-
-Non chiamarmi capitano. Tu non fai più parte della mia ciurma.-
-Alex io..-
Mentre pronuncia queste parole si avvicina a me ma quel’uomo la ferma.
-Alex sei stato te a mandarmi via.-
-NON È VERO. Io ti ho posto davanti ad una scelta, io volevo che restassi con me ma te hai deciso di andartene.-
-Allora perché non mi avete fermato?-
-Chi sono io per impedirti di fare ciò che vuoi?-
Detto questo viene verso di me e si appoggia a me come faceva sempre guardandomi fisso negli occhi.
-Alex io..-
-Jackie cosa stai facendo lui ti ha cacciato dalla nave lui..-
-Frena la lingua cane se non vuoi che te la taglio. Jackie scusami..-
-Non parlargli cosi. Lui mi ha aiutato dopo che te sei andato via.-
Detto questo mi spinge via.
-E con lui resterò.-
Io d’impulso prendo la spada e la punto alla gola di Jackie, non l’avevo mai fatto io che lo sempre protetta adesso la minaccio. Vorrei ucciderla ma non posso è troppo importante per me.
-Cosi sia. Ciurma ritornate alla nave non abbiamo più niente da fare qui.

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