mercoledì 19 dicembre 2012

Vita da Pirata 03 : Un addio doloroso



Una volta arrivato in cabina ho medicato le ferite del primo ufficiale che mi si para davanti spingendomi contro il muro.
-E cosi il terribile Capitano Alexander Blackheart comandante della ciurma Black Sword una delle più temute in tutto il mondo, in fondo ha un lato dolce.-
-Non ditelo in giro Primo Ufficiale, potrei perdere la mia reputazione.-
-E chi vi dice di non averla già persa mio signore?-
-A beh allora dovrei trovare un modo per recuperare il mio onore non credete?-
-Beh per riconquistare il rispetto perduto un pirata ha solo un modo e lo sapete bene.-
Disse estraendo la spada.
-è una sfida?-
-Diciamo più un allenamento.-
-E sia.-
Risposi colpendo la sua spada. È stato un combattimento glorioso è durato parecchie ore e tutta la ciurma si era svegliata e si era messa a guardarci scommettendo bicchieri di Rum su chi avrebbe vinto. Ho notato il primo ufficiale molto più forte di quanto non fosse stata contro Kristen poche ore fa. Forse ,prima, accecata dalla rabbia non riusciva a combattere con piena lucidità invece adesso era rilassata e dava il massimo per riuscire a tenermi testa. Era da anni che non mi impegnavo cosi in un combattimento.
-Ormai si è fatto giorno signorina, non credete sia ora di smettere?-
-Come desiderate,ma un giorno finiremo.-
-Certo.-
La mattina trascorre tranquilla ridendo e scherzando con la ciurma finché..
Non avevo mai visto in tutta la mia vita un cosi grande flotta, solo l’ammiraglia era il doppio della mia nave e puntava dritto verso di me, verso di noi.
-Signori, preparate le spade credo che una dura battaglia ci attende-
In questo preciso momento arriva un mozzo ,per la precisione il più giovane mozzo di tutta la nave, dicendo
-Capitano, ce la faremo?-
-Tutto quello che possiamo fare e provarci, non accetto rimpianti questa è la vita che ci siamo scelti.-
-Agli ordini capitano.-
Non posso credere che quell’esercito è li per noi. Non pensavo che io ero cosi pericoloso da scomodare la flotta reale, si dice che quando Arduin lo Stermina - Pirati si mette alla caccia di qualcuno quel qualcuno è spacciato.
-Alexander Blackheart, ho un mandato di cattura per te firmato da sua maestà il Re di Inghilterra. Quindi la prego di arrendersi e seguirmi senza storie lei è stato condannato a morte.-
-Se il Re vuole la mia testa che venga personalmente. Ma se voi, mio signore, volete accontentarlo prendendomi al posto siete liberi di provarci. Io e la mia ciurma vi aspettiamo con ansia.-
-In questo modo oltre al vostro avete segnato pure il destino della vostra ciurma lo sapete?-
-Nella mia nave ci sono solo guerrieri non codardi. Nessuno si tirerà indietro di fronte a voi mio signore. CIURMA ALL’ATTACCO.-
Il combattimento è durato parecchio tempo, non so dirvi quanto. In totale abbiamo distrutto sedici delle loro navi e ucciso non so quanti loro uomini ma adesso non credo che riusciremo più a rispondere al fuoco, l’ammiraglia con Arduin ci ha abbordato quindi almeno hanno smesso di spararci ma non so per quanto possiamo continuare.. non pensavo sarebbe stata cosi dura lo Stermina – Pirati è davvero forte con la spada, ma io sono Blackheart non posso permettermi una sconfitta non posso permettere che il mio equipaggio venga ucciso… non posso permettere che tocchino Jackie…
Ma purtroppo tutti questi pensieri mi costano caro, Arduin né approfitta per buttarmi al tappeto. Questa volta è davvero finita.
-Addio Alexander Blackheart è stato un onore combattere con te.-
Ma proprio prima che lui mi colpisca il mio sguardo si posa su Jackie e vedo la disperazione nei suoi occhi mentre corre a cercare di salvarmi, no non posso permetterlo.
-Non è ancora finita piccolo comandante.-
E velocemente alzo la spada parando il colpo e alzandomi di scatto mi paro davanti a lui e guardandomi intorno vedo la mia ciurma, tutti che combattono con me che rischiano la vita per me e infine il mio occhio si posa sul giovane mozzo che ormai era vicino all’essere ucciso. Allora prendo la mia decisione e urlo.
-Basta la battaglia è finita, ho deciso di consegnarmi a patto che lasciate libera la mia ciurma.-
-Hai fatto la scelta giusta pirata. Abbandonate la nave uomini abbiamo preso chi ci serviva lo giustizieremo dopodomani all’alba.-
Mentre se ne vanno io mi incammino con loro accompagnato dai pianti della ciurma e proprio mentre stavo per lasciare la nave sento urlare Jackie.
-Capitano no non lasciarci… non lasciarmi. Come potete arrendervi? Come faremo senza di voi?-
-Io prima di tutto ho il dovere di occuparmi di voi e questa sarebbe stata una battaglia persa in partenza non voglio farvi perdere la vita inutilmente. Jackie adesso ci sei tu al comando. È stato un onore e un privilegio navigare con voi, addio.-
Jackie si avvicina a me con passi sgraziati e le lacrime agli occhi, una volta davanti a me ho il desiderio di baciarla un ultima volta ma quando le nostre labbra quasi si toccano io riesco solo a sussurrarli.
-Perdonami amore mio.-
Mi hanno portato in prigione ormai è sicuramente passato un giorno e sento parecchio movimento fuori dalla mia cella quindi intuisco che a momenti avverrà l’esecuzione, infatti proprio ora stanno aprendo la porta, meglio questa attesa era ormai insostenibile. Nella strada per arrivare alla forca mi tornano in mente tutte le avventure che ho passato. Ma adesso che ho la testa appoggiata al ceppo con l’esecutore che si prepara a far calare l’ascia sul mio collo il mio ultimo pensiero non può andare che a lei a Jackie… Addio amore ti ho sempre amata.

Nessun commento:

Posta un commento