mercoledì 19 dicembre 2012

Vita da Pirata 04: La vittoria di Alexander



Sento l’ascia che mi cade sulla testa, succede tutto in una frazione di secondo sento un colpo di pistola e vedo il boia cadere morto al pavimento alzo lo sguardo e vedo Jackie con la suo seguito tutta la ciurma.
-Capitano, noi non la abbandoneremo.-
-Sciocchi non capite che cosi siamo spacciati tutti quanti non riusciremo mai a vincere.-
-Allora questo posto sarà non solo la sua ma la tomba di tutti noi.-
-Idioti-
-Capitano.-
Questa volta non è Jackie a parlare ma è quel giovane mozzo.
-Noi abbiamo scelto questa vita come voi, e se morirete questo giorno noi moriremo con voi.-
Appena finisce la frase io vedo volare un pugnale diritto verso di me lanciato da Jackie, come sempre a una mira impeccabile e quindi grazie al suo lancio riesco a liberarmi dalle corde e raggiungere i miei compagni. Adesso ci troviamo davanti una scelta o scappiamo sperando di salvarci o combattere, saremo pirati ma non siamo codardi se dobbiamo morire qui lo faremo portando quanti più di loro possibili.
-Poveri stolti…-
È la voce di Arduin.
-Pensate seriamente che non ci aspettavamo una mossa del genere?-
-Arduin questa volta finirà diversamente, la mia storia non è ancora giunta al termine.. la tua si.-
-Allora fatevi sotto voglio proprio vedere come te e la tua squattrinata ciurma potete tenere testa ad un esercito.-
-Accetto la sfida.-
La battaglia inizia con il rimbombo della mia spada che si scontra contro quella di Arduin che risuona per tutto il campo di battaglia. È una guerra feroce ma temo che siamo spacciati sono in troppi loro, finche una palla di cannone non fischia per il campo di battaglia andando a distruggere la forca. Incredulo mi giro, non potevo credere ai miei occhi tutti i più grandi pirati da Morgan il terribile al leggendario Edward Teach. Cosa ci fanno qui? Sono venuti a vedere la mia esecuzione? In fondo avevano tutti motivi di rancore nei miei confronti
-Alexander Blackheart tu puoi morire solo per mano mia.-
-Edward Teach detto Barbanera  a cosa devo l’onore della tua visita il presunto giorno della mia morte.-
-Sono qui insieme a tutti gli altri pirati per aiutarti quanto tu morirai, è succederà presto non temere, sarà per mano di uno di noi non di certo per mano di un servitore del Re.-
-Temo di doverti ringraziare vecchio mio.-
Ma improvvisamente Arduin si mette in mezzo
-Mi dispiace interrompere l’allegra rimpatriata ma l’esecuzione di Blackheart avverrà come stabilito e in più aggiungeremo anche le vostre signori-
Appena finito di parlare sgozza il giovane mozzo che si trovava di spalle davanti a lui.
Alla vista del cadavere del ragazzo non riesco più a trattenere la mia ira e inizio ad avvicinarmi a lui.
-Vigliacco, era solo un ragazzo aveva solo quindici anni aveva tutta la vita davanti e tu lo hai ucciso attaccandolo alle spalle come il peggiore dei codardi.-
-Adesso non venirmi a fare la morale pirata.-
-La morale non te la faccio io ma te la farà la mia spada quando trapasserà il tuo cuore marcio. Ma non lo farò per me lo farò per quel ragazzo che ha dato la vita per aiutarmi.-
La guerra attorno a noi imperversa ma io quasi non me ne accorgo non sento altro rumore che lo scontro delle nostre spade ma per qualche motivo non riesco ad avere la meglio e non capisco il perché. Di solito sono abilissimo con la spada perché adesso non riesco a dare il mio meglio? Poi rammento di quando Jackie a combattuto conto Kristen lei non riusciva a dare il massimo perché accecata dall’ira e adesso anche io stavo commettendo lo stesso errore.
-Mi dispiace Stermina – Pirati la tua carriera finisce qui.-
-Parole coraggiose da un piccolo piratucolo da strapazzo, non capisco come quel grand’uomo di tuo fratello possa essere stato sconfitto da un pezzente come te. Non hai combinato niente nella tua vita quindi tanto vale che la termini qui.-
Quelle parole riaccesero in me la rabbia ma non furiosa come quella di prima è più una rabbia vendicativa e li inizio a colpire a raffica il mio nemico finche non affondo la mia spada nel suo cuore come gli avevo promesso in precedenza.
-Adesso è davvero finita Arduin.. ho vinto io.-
-I.i.io sconfitto da un pirata.. non ci posso creder…-
Alla vista del loro capo morto tutti i soldati si fermano
-Ho vinto io adesso me ne vado insieme alla mia ciurma e se qualcuno ha qualcosa in contrario  che mi affronti personalmente. In quanto a te Barbanera non ti preoccupare presto ci incontreremo e porteremo a termine la nostra discussione. Questo vale per tutti voi. Addio.-
Dopo aver preso per mano Jackie a aver detto al nostromo di prendere il cadavere del ragazzo per dargli una degna sepoltura ritorno sulla mia nave e una volta preso il largo faccio una specie di discorso.
-Ragazzi vi devo veramente ringraziare senza di voi probabilmente io adesso non sarei qui ma sarei senza testa da qualche parte in giro per il palazzo del Re. Per ringraziarvi veramente come si deve questa sera doppia razione di Rum per tutti, però vorrei chiedervi di non disturbare me e il primo ufficiale che saremo al quanto impegnati.-
Dopo qualche festeggiamento io e Jackie ci chiudiamo in cabina.
-Perché sei tornata, ti avevo chiesto di non farlo.-
-Il mio posto è accanto a te.. io senza di te non riuscirei a tirare avanti.-
-Jackie..-
-Alexander..-
-ti amo..-
-anche io..-
È stato il bacio più intenso di tutta la mia vita, è come se il tempo si fosse fermato non mi sembrava più di essere sulla mia nave ma credevo di essere sceso a terra in un isolotto dove c’eravamo solo noi due e una bottiglia di Rum.
La notte è trascorsa tranquilla, dopo il bacio ci siamo messi a dormire è stata una giornata molto dura per entrambi e non sappiamo cosa ci aspetta domani.

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