sabato 29 dicembre 2012

Vita da Pirata 06: La fine



Sono passate settimane e ancora il capitano non è uscito dalla sua cabina, stiamo iniziando a temere tutti seriamente per la sua salute però nessuno al coraggio di andarlo a chiamare.
I giorni trascorrono lenti finche non vediamo una nave che punta verso di noi e riconosciamo la bandiera dei Violet Flowers.
-Chiamate il vostro capitano subito.-
-Se volete il capitano venite qui e chiamatelo è chiuso in cabina da settimane.-
Ad un tratto la porta si apre con un cigolio quasi spettrale e vediamo la figura del capitano venire fuori dal buio della cabina.
-Chi mi cerca? Chi mi disturba?-
-C’è il capitano Kristen che la cerca, sta salendo a bordo.-
-Capisco.-
-Alexander!!!! Sono cosi felice che tu stia bene ho saputo che ti volevano giustiziare e ho saputo di Jac…-
-Non pronunciare quel nome.-
-Adesso forse potresti aprirti ad un'altra ragazza.-
-Dubito.-
-Dai Alex sii ragionevole, possiamo dominare i mari insieme essere l’incubo del mondo.-
-Ancora credi a queste favolette?  Io pensavo di essere  il terrore di chi vagava per mare ma ho sentito sulla mia pelle che non è cosi, quando ho combattuto con Arduin stavo rischiando grosso temevo di non farcela e lui non è neanche uno dei peggiori. Senza contare che io non voglio avere qualcuno al mio fianco.-
Allora mentre mi punta la spada alla gola esclama
-Questo significa guerra lo sai? Questa volta non ci sarà quella donnaccia a proteggerti.-
-Io non ho bisogno della protezione di nessuno.-
Il combattimento è impari non riesce minimamente a tenermi testa e decido di chiuderla in poche semplici mosse.
-Vattene prima che distrugga la tua nave.-
-Ci rivedremo.-
Questo duello non mi ha soddisfatto, non è stata una vera sfida spero di potermi rifare presto.
Allora mi viene in mente di andare da Barbanera so che mi cercava ma sinceramente non avevo molta voglia di incontrarlo ma adesso è diverso ho voglia di spargere sangue. Finalmente lo troviamo.
-Edward Teach ho saputo che mi cercavi.-
-Alexander Blackheart quale onore, finalmente mi degni della tua presenza.-
-Taglia corto cosa vuoi?-
-Sei troppo impulsivo ragazzo mio, ricordati che stai parlando con uno che era capitano quando te ancora dovevi nascere.-
- È te ricorda che stai parlando con uno che sarà ancora capitano quando te sarai sotto terra, forse per mano mia chi lo sa.-
-Quanto coraggio da un ragazzino che non riesce nemmeno a tenersi stretta una ragazza.-
-Vedo che le notizie girano veloci.-
-A quanto pare, ma venendo alle cose serie, ho un favore da chiederti una compito facile facile.-
-Teach per favore, se era una cosa semplice l’avresti fatto personalmente.-
-Sei più sveglio di quanto pensassi.-
-Certe volte sorprendo.-
-Bleakheart hanno catturato mia figlia, non posso lasciarla nelle mani del Re.-
-E io che centro?.-
-Mi serve qualcuno che la liberi, io e la mia ciurma attaccheremo il palazzo del Re mentre tu e la tua entrate e liberate mia figlia.-
-effettivamente sembra semplice ma perché proprio io?-
-Perché tu sei una persona leale non come altri io so che te non mi ricatteresti mai una volta liberata mia figlia.-
-Capisco però dopo voglio una cosa in cambio.-
-Dimmi tutto.-
-Voglio un duello, uno contro uno, io contro di te.-
-E sia, Alexander Blackheart io Edward Teach detto Barbanera accetto la tua sfida.-
-Quando attaccheremo?-
-A mezzogiorno, quando mangeranno noi attaccheremo cogliendo tutti di sorpresa.-
-Ci vediamo dopo Teach.-
-A dopo ragazzo.-
Qualche ora dopo nelle prigioni.
-Capitano è sicuro di quello che stiamo facendo?
-No, per questo ora voi tornerete indietro mentre io andrò da solo.-
-Ma capitano..-
-È un ordine nostromo.-
-Come desiderate.-
Finalmente da solo, probabilmente sto facendo una follia ma tanto non ho altro da fare, l’unico mio scopo ormai è quello di essere il più forte.
Mi sto annoiando a morte, dove è finita questa maledetta ragazza?
-Aiuto.-
Finalmente.
-Sei la figlia di Barbanera?-
-Si, e tu chi sei?-
-Alexander Blackheart, mio padre mi ha chiesto di salvarti.-
Appena arrivato davanti a lei e aperta la cella mi salta in braccio.
-Ti posso dire una cosa Alexander Blackheart?-
-Dimmi, ma fa alla svelta che sono di fretta.-
-Sei un idiota sei caduto in trappola.-
-Cosa?-
-Blackheart, credevi davvero che mio figlia poteva essere prigioniera della marina? Non farmi ridere.-
-immaginavo che era una trappola.-
-Già ma hai mandato via comunque la tua ciurma, e non hai nemmeno il tuo adorato vicecapitano a proteggerti.-
-Chi ti dice che io vada protetto?-
-Dai sii serio per una volta. Se non era per lei te non saresti mai arrivato dove sei ora.-
-Io sono Alexander Blackheart non ho bisogno di Jackie per fare a pezzi cani della tua razza.-
-Parole grosse da una persona cosi piccola.-
-Fatti sotto, scoprirai che combattiamo ad armi pari.-
-Già vedi probabilmente il nostro sarebbe un duello epico.. ma non lo sarà.-
-Cos..-
Improvvisamente sento il gelo di una lama che trapassa il mio corpo alle spalle, quindi è cosi che si sono sentite tutte le vittime della mia spada.. me l’aspettavo più doloroso però non riuscivo quasi più a parlare sono solo riuscito a pronunciare la parola.
-Codardo.-
-Vedi mio giovane Alexander non posso rischiare che tu diventi più potente di me io sono il leggendario Barbanera. Addio ragazzo.-
Il mio pensiero cade di nuovo su Jackie.. ho sbagliato tutto con lei, lo allontanata da me..
-Alexander.-
Era la voce di Jackie ma non capivo se era la mia fantasia che mi giocava brutti scherzi prima della morte o se era veramente lei  finche li infondo vedo la sua elegante figura correre verso di me piangendo.
-Visto Blackheart sta arrivando la tua amata a farti compagnia.-
-Non ti azzardare a torcergli un capello se no io..-
-Tu cosa ormai sei finito e lei con te, da sola non ce la farà-
-Non ti permetterò di toccarla.-
Ma alla fine il sonno ha il sopravvento è chiudo gli occhi.. la fine per me è arrivata spero solo che Jackie riesca a salvarsi.

domenica 23 dicembre 2012

Vita da Pirata 05 : Strade separate



(In questo racconto, per esigenze di trama, ad un certo punto per qualche riga la storia non sarà vista più dal punto di vista di Alexander ma sarà vista da un membro della ciurma.)

Dopo questa notte i rapporti tra me e il primo ufficiale vanno sempre meglio, anche i membri della ciurma sembrano essersene accorti ma poco me ne importa.
I giorni trascorrono veloci senza un vero nemico con cui combattere solo qualche abbordaggio qua e la. Finché una mattina..
-Quindi secondo lei io non saprei fare il mio lavoro primo ufficiale?-
-Non sto dicendo questo capitano solo che per me non ha senso continuare cosi.-
-Cosa dovrei fare?  Non lo so dovremmo fare un attentato al Re? Dimmi tu.-
-Capitano non c’è bisogno di arrabbiarsi.-
-Io non sono arrabbiato, solo che non capisco cosa tu voglia fare.-
-Io volevo solo..-
-Cosa?-
-Volevo solo fare qualcosa di più complicato di un semplice abbordaggio a un mercantile.-
Intanto tutta la ciurma si era fermata a guardarci visto che le urla si sentivano per tutta la nave.
-Abbiamo visto tutti quanti il potere della marina del Re e degli altri pirati, già l’altra volta stavamo rischiando di non farcela, volete provare di nuovo?-
-Non è questo che intendevo..-
-Sentite se non vi sta bene come comando potete scendere.-
Le parole uscivano da sole dalla mia bocca non mi sarei mai aspettato di dire una cosa del genere, ma la sua risposta, la sua risposta è stato qualcosa di tremendo.
-Va bene, me ne vado.-
È passata una settimana da quando il primo ufficiale se ne andata e noi andiamo alla deriva distruggendo ogni nave che incontriamo, il capitano diventa più violento ogni giorno che passa, ogni nave che incontriamo viene distrutta e l’equipaggio ucciso senza lasciare superstiti. E come se considerasse quello del primo ufficiale un tradimento e lo associa a quello successo quando era piccolo chiudendosi nella violenza.. pure noi abbiamo paura anche se quando non attacchiamo ultimamente e solito a starsene chiuso in cabina.
Questo continua per settimane finche un giorno mentre abbordiamo una nave io la vedo.
-Primo ufficiale come ha potuto andarsene come ha potuto fare questo al capitano senza di lei sta succ.. ma chi è questo e perché vi tenete per mano?-
-…-
-Scappate finche siete in tempo prima che il capitano vi veda.-
-Cosa non devo vedere nostromo? Volete forse tenere una parte di bottino per voi?
-nono capitano non mi permetterei mai.-
-Allora cosa non devo vede.. Jackie.-
-..Alexander.-
Vederla mano nella mano con un altro e stata la peggior ferita che potevano farmi, non avevo mai sofferto cosi tanto.
-E cosi ci si rincontra, come state?
-vado avanti, lei capit..-
-Non chiamarmi capitano. Tu non fai più parte della mia ciurma.-
-Alex io..-
Mentre pronuncia queste parole si avvicina a me ma quel’uomo la ferma.
-Alex sei stato te a mandarmi via.-
-NON È VERO. Io ti ho posto davanti ad una scelta, io volevo che restassi con me ma te hai deciso di andartene.-
-Allora perché non mi avete fermato?-
-Chi sono io per impedirti di fare ciò che vuoi?-
Detto questo viene verso di me e si appoggia a me come faceva sempre guardandomi fisso negli occhi.
-Alex io..-
-Jackie cosa stai facendo lui ti ha cacciato dalla nave lui..-
-Frena la lingua cane se non vuoi che te la taglio. Jackie scusami..-
-Non parlargli cosi. Lui mi ha aiutato dopo che te sei andato via.-
Detto questo mi spinge via.
-E con lui resterò.-
Io d’impulso prendo la spada e la punto alla gola di Jackie, non l’avevo mai fatto io che lo sempre protetta adesso la minaccio. Vorrei ucciderla ma non posso è troppo importante per me.
-Cosi sia. Ciurma ritornate alla nave non abbiamo più niente da fare qui.

mercoledì 19 dicembre 2012

Vita da Pirata 04: La vittoria di Alexander



Sento l’ascia che mi cade sulla testa, succede tutto in una frazione di secondo sento un colpo di pistola e vedo il boia cadere morto al pavimento alzo lo sguardo e vedo Jackie con la suo seguito tutta la ciurma.
-Capitano, noi non la abbandoneremo.-
-Sciocchi non capite che cosi siamo spacciati tutti quanti non riusciremo mai a vincere.-
-Allora questo posto sarà non solo la sua ma la tomba di tutti noi.-
-Idioti-
-Capitano.-
Questa volta non è Jackie a parlare ma è quel giovane mozzo.
-Noi abbiamo scelto questa vita come voi, e se morirete questo giorno noi moriremo con voi.-
Appena finisce la frase io vedo volare un pugnale diritto verso di me lanciato da Jackie, come sempre a una mira impeccabile e quindi grazie al suo lancio riesco a liberarmi dalle corde e raggiungere i miei compagni. Adesso ci troviamo davanti una scelta o scappiamo sperando di salvarci o combattere, saremo pirati ma non siamo codardi se dobbiamo morire qui lo faremo portando quanti più di loro possibili.
-Poveri stolti…-
È la voce di Arduin.
-Pensate seriamente che non ci aspettavamo una mossa del genere?-
-Arduin questa volta finirà diversamente, la mia storia non è ancora giunta al termine.. la tua si.-
-Allora fatevi sotto voglio proprio vedere come te e la tua squattrinata ciurma potete tenere testa ad un esercito.-
-Accetto la sfida.-
La battaglia inizia con il rimbombo della mia spada che si scontra contro quella di Arduin che risuona per tutto il campo di battaglia. È una guerra feroce ma temo che siamo spacciati sono in troppi loro, finche una palla di cannone non fischia per il campo di battaglia andando a distruggere la forca. Incredulo mi giro, non potevo credere ai miei occhi tutti i più grandi pirati da Morgan il terribile al leggendario Edward Teach. Cosa ci fanno qui? Sono venuti a vedere la mia esecuzione? In fondo avevano tutti motivi di rancore nei miei confronti
-Alexander Blackheart tu puoi morire solo per mano mia.-
-Edward Teach detto Barbanera  a cosa devo l’onore della tua visita il presunto giorno della mia morte.-
-Sono qui insieme a tutti gli altri pirati per aiutarti quanto tu morirai, è succederà presto non temere, sarà per mano di uno di noi non di certo per mano di un servitore del Re.-
-Temo di doverti ringraziare vecchio mio.-
Ma improvvisamente Arduin si mette in mezzo
-Mi dispiace interrompere l’allegra rimpatriata ma l’esecuzione di Blackheart avverrà come stabilito e in più aggiungeremo anche le vostre signori-
Appena finito di parlare sgozza il giovane mozzo che si trovava di spalle davanti a lui.
Alla vista del cadavere del ragazzo non riesco più a trattenere la mia ira e inizio ad avvicinarmi a lui.
-Vigliacco, era solo un ragazzo aveva solo quindici anni aveva tutta la vita davanti e tu lo hai ucciso attaccandolo alle spalle come il peggiore dei codardi.-
-Adesso non venirmi a fare la morale pirata.-
-La morale non te la faccio io ma te la farà la mia spada quando trapasserà il tuo cuore marcio. Ma non lo farò per me lo farò per quel ragazzo che ha dato la vita per aiutarmi.-
La guerra attorno a noi imperversa ma io quasi non me ne accorgo non sento altro rumore che lo scontro delle nostre spade ma per qualche motivo non riesco ad avere la meglio e non capisco il perché. Di solito sono abilissimo con la spada perché adesso non riesco a dare il mio meglio? Poi rammento di quando Jackie a combattuto conto Kristen lei non riusciva a dare il massimo perché accecata dall’ira e adesso anche io stavo commettendo lo stesso errore.
-Mi dispiace Stermina – Pirati la tua carriera finisce qui.-
-Parole coraggiose da un piccolo piratucolo da strapazzo, non capisco come quel grand’uomo di tuo fratello possa essere stato sconfitto da un pezzente come te. Non hai combinato niente nella tua vita quindi tanto vale che la termini qui.-
Quelle parole riaccesero in me la rabbia ma non furiosa come quella di prima è più una rabbia vendicativa e li inizio a colpire a raffica il mio nemico finche non affondo la mia spada nel suo cuore come gli avevo promesso in precedenza.
-Adesso è davvero finita Arduin.. ho vinto io.-
-I.i.io sconfitto da un pirata.. non ci posso creder…-
Alla vista del loro capo morto tutti i soldati si fermano
-Ho vinto io adesso me ne vado insieme alla mia ciurma e se qualcuno ha qualcosa in contrario  che mi affronti personalmente. In quanto a te Barbanera non ti preoccupare presto ci incontreremo e porteremo a termine la nostra discussione. Questo vale per tutti voi. Addio.-
Dopo aver preso per mano Jackie a aver detto al nostromo di prendere il cadavere del ragazzo per dargli una degna sepoltura ritorno sulla mia nave e una volta preso il largo faccio una specie di discorso.
-Ragazzi vi devo veramente ringraziare senza di voi probabilmente io adesso non sarei qui ma sarei senza testa da qualche parte in giro per il palazzo del Re. Per ringraziarvi veramente come si deve questa sera doppia razione di Rum per tutti, però vorrei chiedervi di non disturbare me e il primo ufficiale che saremo al quanto impegnati.-
Dopo qualche festeggiamento io e Jackie ci chiudiamo in cabina.
-Perché sei tornata, ti avevo chiesto di non farlo.-
-Il mio posto è accanto a te.. io senza di te non riuscirei a tirare avanti.-
-Jackie..-
-Alexander..-
-ti amo..-
-anche io..-
È stato il bacio più intenso di tutta la mia vita, è come se il tempo si fosse fermato non mi sembrava più di essere sulla mia nave ma credevo di essere sceso a terra in un isolotto dove c’eravamo solo noi due e una bottiglia di Rum.
La notte è trascorsa tranquilla, dopo il bacio ci siamo messi a dormire è stata una giornata molto dura per entrambi e non sappiamo cosa ci aspetta domani.

Vita da Pirata 03 : Un addio doloroso



Una volta arrivato in cabina ho medicato le ferite del primo ufficiale che mi si para davanti spingendomi contro il muro.
-E cosi il terribile Capitano Alexander Blackheart comandante della ciurma Black Sword una delle più temute in tutto il mondo, in fondo ha un lato dolce.-
-Non ditelo in giro Primo Ufficiale, potrei perdere la mia reputazione.-
-E chi vi dice di non averla già persa mio signore?-
-A beh allora dovrei trovare un modo per recuperare il mio onore non credete?-
-Beh per riconquistare il rispetto perduto un pirata ha solo un modo e lo sapete bene.-
Disse estraendo la spada.
-è una sfida?-
-Diciamo più un allenamento.-
-E sia.-
Risposi colpendo la sua spada. È stato un combattimento glorioso è durato parecchie ore e tutta la ciurma si era svegliata e si era messa a guardarci scommettendo bicchieri di Rum su chi avrebbe vinto. Ho notato il primo ufficiale molto più forte di quanto non fosse stata contro Kristen poche ore fa. Forse ,prima, accecata dalla rabbia non riusciva a combattere con piena lucidità invece adesso era rilassata e dava il massimo per riuscire a tenermi testa. Era da anni che non mi impegnavo cosi in un combattimento.
-Ormai si è fatto giorno signorina, non credete sia ora di smettere?-
-Come desiderate,ma un giorno finiremo.-
-Certo.-
La mattina trascorre tranquilla ridendo e scherzando con la ciurma finché..
Non avevo mai visto in tutta la mia vita un cosi grande flotta, solo l’ammiraglia era il doppio della mia nave e puntava dritto verso di me, verso di noi.
-Signori, preparate le spade credo che una dura battaglia ci attende-
In questo preciso momento arriva un mozzo ,per la precisione il più giovane mozzo di tutta la nave, dicendo
-Capitano, ce la faremo?-
-Tutto quello che possiamo fare e provarci, non accetto rimpianti questa è la vita che ci siamo scelti.-
-Agli ordini capitano.-
Non posso credere che quell’esercito è li per noi. Non pensavo che io ero cosi pericoloso da scomodare la flotta reale, si dice che quando Arduin lo Stermina - Pirati si mette alla caccia di qualcuno quel qualcuno è spacciato.
-Alexander Blackheart, ho un mandato di cattura per te firmato da sua maestà il Re di Inghilterra. Quindi la prego di arrendersi e seguirmi senza storie lei è stato condannato a morte.-
-Se il Re vuole la mia testa che venga personalmente. Ma se voi, mio signore, volete accontentarlo prendendomi al posto siete liberi di provarci. Io e la mia ciurma vi aspettiamo con ansia.-
-In questo modo oltre al vostro avete segnato pure il destino della vostra ciurma lo sapete?-
-Nella mia nave ci sono solo guerrieri non codardi. Nessuno si tirerà indietro di fronte a voi mio signore. CIURMA ALL’ATTACCO.-
Il combattimento è durato parecchio tempo, non so dirvi quanto. In totale abbiamo distrutto sedici delle loro navi e ucciso non so quanti loro uomini ma adesso non credo che riusciremo più a rispondere al fuoco, l’ammiraglia con Arduin ci ha abbordato quindi almeno hanno smesso di spararci ma non so per quanto possiamo continuare.. non pensavo sarebbe stata cosi dura lo Stermina – Pirati è davvero forte con la spada, ma io sono Blackheart non posso permettermi una sconfitta non posso permettere che il mio equipaggio venga ucciso… non posso permettere che tocchino Jackie…
Ma purtroppo tutti questi pensieri mi costano caro, Arduin né approfitta per buttarmi al tappeto. Questa volta è davvero finita.
-Addio Alexander Blackheart è stato un onore combattere con te.-
Ma proprio prima che lui mi colpisca il mio sguardo si posa su Jackie e vedo la disperazione nei suoi occhi mentre corre a cercare di salvarmi, no non posso permetterlo.
-Non è ancora finita piccolo comandante.-
E velocemente alzo la spada parando il colpo e alzandomi di scatto mi paro davanti a lui e guardandomi intorno vedo la mia ciurma, tutti che combattono con me che rischiano la vita per me e infine il mio occhio si posa sul giovane mozzo che ormai era vicino all’essere ucciso. Allora prendo la mia decisione e urlo.
-Basta la battaglia è finita, ho deciso di consegnarmi a patto che lasciate libera la mia ciurma.-
-Hai fatto la scelta giusta pirata. Abbandonate la nave uomini abbiamo preso chi ci serviva lo giustizieremo dopodomani all’alba.-
Mentre se ne vanno io mi incammino con loro accompagnato dai pianti della ciurma e proprio mentre stavo per lasciare la nave sento urlare Jackie.
-Capitano no non lasciarci… non lasciarmi. Come potete arrendervi? Come faremo senza di voi?-
-Io prima di tutto ho il dovere di occuparmi di voi e questa sarebbe stata una battaglia persa in partenza non voglio farvi perdere la vita inutilmente. Jackie adesso ci sei tu al comando. È stato un onore e un privilegio navigare con voi, addio.-
Jackie si avvicina a me con passi sgraziati e le lacrime agli occhi, una volta davanti a me ho il desiderio di baciarla un ultima volta ma quando le nostre labbra quasi si toccano io riesco solo a sussurrarli.
-Perdonami amore mio.-
Mi hanno portato in prigione ormai è sicuramente passato un giorno e sento parecchio movimento fuori dalla mia cella quindi intuisco che a momenti avverrà l’esecuzione, infatti proprio ora stanno aprendo la porta, meglio questa attesa era ormai insostenibile. Nella strada per arrivare alla forca mi tornano in mente tutte le avventure che ho passato. Ma adesso che ho la testa appoggiata al ceppo con l’esecutore che si prepara a far calare l’ascia sul mio collo il mio ultimo pensiero non può andare che a lei a Jackie… Addio amore ti ho sempre amata.